Christo and Jeanne-Claude. Water Projects

Christo and Jeanne-Claude. Water Projects a cura di Germano Celant
Museo di Santa Giulia
7 aprile – 18 settembre 2016

“Se siamo riusciti a portare a termine alcuni progetti, è perché siamo stati capaci di creare la giusta chimica”…

Questa mattina sono andata  a visitare la mostra a Santa Giulia, dedicata a Christo e Jeanne-Claude e a cura di Germano Ceant, e in particolare all’imminente inaugurazione dell’installazione sul lago d’Iseo del ponte galleggiante che, tempo permettendo, aprirà al pubblico dal 18 giugno al 3 luglio intitolata The floating piers.
Dopo ben 40 anni il maestro della Land scape torna a camminare sulle acque del lago d’Iseo, con un progetto che ha ideato assieme alla moglie nel 2009 e che ora finalmente viene concretizzato sulle terre della Franciacorta e sullo splendido specchio d’acqua del nostro lago.
La mostra mi è parsa molto scorrevole e di facile lettura, grazie anche alle vaste sale espositive di Santa Giulia e presenta  una installazione sobria e ben studiata. Sono presentati 150 studi, modelli in scala, collage originali, fotografie di grande dimensioni, progetti legati all’elemento acqua, in relazione con paesaggi urbani e la presenza di fiumi, oceani mari o laghi.
Progetti monumentali ideati dai primi anni 60, presentando così i sette Water Projects: da Wrapped Coast, One Million Square Feet, 1968-1969, in Little Bay, Sydney, Australia, 1968-1969, a The Floating Piers, Project for Lake Iseo, 2014-16, Lago d’Iseo, Italia.

13261328

Le didascalie sono chiare ed esaustive e ritengo non necessario l’utilizzo della guida.

Seguendo il percorso espositivo mi sono resa conto che Christo ha dato colore a paesaggi a monumenti sempre in modo suggestivo e sicuramente geniale, utilizzando sempre tinte vivace come l’arancio il giallo o il fucsia, o il bianco, infagottando mura, giardini, palazzi  sempre in compagnia della moglie Jeanne-Claude (scomparsa nel 2009) che l’ha seguito ovunque.

Da parchi a ponti, a mura a rocce, a palazzi interi, a fiumi, Christo ha sempre seguito le sue intuizioni senza mai cambiare idea, forte dell’impatto che sapeva e sa creare visivamente ad ogni progetto. Aiutato sempre da tantissimi volontari, architetti, studenti universitari, arrampicatori e sarte.

Seguendo giornalmente sui media l’installazione del ponte  sul lago di Iseo, mi sono resa conto di quante persone lavorano per lui e con lui, di quanto sia difficile organizzare una installazione del genere (come tutte quelle che ha ideato in giro per il mondo), e di  quanta aspettativa il pubblico possa avere, visto che l’artista ritorna in Italia dopo tanti anni. Capisco la passione profonda che spinge l’artista a creare, creazioni che per altro durano sempre un lasso di tempo per poi essere smontate completamente, e il materiale usato riutilizzato e mai buttato via. In genere le opere vengono interamente finanziate dalla vendita dei disegni preparatori, collage o dai modellini.
Dal 1972 tutti i loro lavori sono stati  fotografati esclusivamente dall’ amico  Wolfgang Volz (amico fraterno di Christo e di cui si può leggere l’articolo pubblicato su questo Blog “Catching the landscape – Wolfgang Volz”)

L’idea di “impacchettare” è da sempre il suo segno di riconoscimento, iniziò a farlo con  bottiglie, cartoni, oggetti, tavoli ecc. per poi arrivare a coprire intere vallate.

Alcune delle installazioni presenti in mostra  che mi hanno veramente appassionato e affascinato sono ad esempio:

 

1295
Little Bay, Sydney 1969

Progetto di Little Bay, insenatura rocciosa lunga 14,5 Km a sud ovest di Sydney che per 10 giorni dal 28 ottobre 1969 è stata impacchettata grazie al valido aiuto di esperti scalatori, architetti e studenti universitari d’arte e architettura della facoltà di Sydney e del Politecnico di East Sydney

 

 

 

 

 

 

 

1300
Valley Curtain Rifle, Colorado 1972

Valley Curtain Rifle in Colorado ( ha richiesto una preparazione di 28 mesi), con l’aiuto di operai, architetti, artisti itineranti, il 10 agosto del 1972 tiravano l’ultima corda per issare definitivamente il telo di nylon arancione di 18,600 metri lungo la catena montuosa del Grande Hogback. dopo poche ore si è dovuto procedere allo smantellamento per una tempesta.

 

 

1304
Roma, via Veneto e Villa Borghese, 1974

A Roma, le mura aureliane (una parte ovviamente) che sono state impacchettate nei mesi di febbraio e marzo del lontano 1974 con un tessuto in polipropilene e legate da una corda di dacron

 

 

 

 

 

 

1309
Abu Dhabi, la Masteba
1308
Abu Dhabi, la Masteba

Unica opera permanente dell’artista è ad Abu Dhabi, la Masteba, formata da ben 410.000 barili di colori diversi e che ricorda l’architettura tipica islamica, ed è tra l’altro, la scultura più grande al mondo. (alta 150 metri e profonda 225). costruita nel 1977

 

 

 

 

1312
Surrounded Islands, Biscayne Bay Greater Miami, Florida USA 1983
1313
Surrounded Islands, Biscayne Bay Greater Miami, Florida USA 1983

Surrounded Islands, Biscayne Bay Greater Miami, Florida USA 1983

 Undici isole vennero circondate da 603.870 metri quadrati di propilene rosa acceso, estendendosi sul mare per 61 metri dalla costa di ogni isola. Per far si che la tela rimanesse ben distesa venne cucita in 79 segmenti

 

 

 

 

 

e per finire vi lascio solo alcune immagini della mostra che riguardano i progetti e il materiale usato per l’installazione del ponte sul lago di Iseo….

1344

 

“Il progetto è più del solo tessuto. Include l’oceano, la costa, il vento e le persone”….
Non voglio dilungarmi oltre ma voglio lasciare a voi il desiderio di visitare la mostra e naturalmente di partecipare all’inaugurazione dell’installazione ad Iseo, sabato 18 giugno 2016…..Non mancate
1349
Christo e Jean Claude

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.