Giulio Mottinelli – “Stagioni di luce”

“E’ intorno a un albero che l’uomo avrebbe dovuto creare l’universo”

Domenica pomeriggio approfittando di una tiepida giornata di sole sono andata a visitare la mostra personale di Giulio Mottinelli;  pittore bresciano conosciuto al vasto pubblico, che è stata inaugurata sabato nel bellissimo palazzo Martinengo Cesaresco in via Musei 30.

La prima impressione che ho avuto è essere d’un tratto immersa nella natura più vivida dei boschi della Val Camonica, nel verde e nelle ombre che i rami e i tronchi proiettano sul suolo, le luci che cambiano a seconda dell’ora del giorno, la realtà di chi guarda con rispetto e in silenzio l’infinita bellezza di quello che si ha intorno.

Una min20161016_172605uzia nella pittura direi quasi maniacale, e una capacità compositiva e prospettica direi meravigliosa.

Particolari che attirano l’attenzione, come il micio nero, che incuriosito spunta fuori da una casa di pietra, o l’aquila con il suo indistinguibile sguardo reale. Animali dei boschi o comunque di montagna, alberi fitti, piante di caco pieni di frutta, inverni montani, o calde giornate illuminate.

Anche ascoltando l’audiovisivo proiettato in mostra ho avuto la sensazione che l’Artista nelle sue opere evidenzia la sua intima  solitudine e l’amore profondo per la propria terra,  il continuo desiderio di mettere nelle sue tele l’idea che la natura in tutte le sue espressioni sia profondamente rispettata e amata.

Nato nel 1943 a Garda un paesino della nostra meravigliosa Val Camonica, fin da piccolo, vivendo tra le montagne e le malghe che lo circondano, si forma in lui  un profondo rispetto per la natura e per il mistero che la avvolge.20161016_172321

Lui stesso ricorda che era molto affascinato e attratto  dai boschi per la loro grandezza, maestosità e pace, tanto che li riproduceva sempre con penna e calamaio su ogni tipo di carta che aveva sottomano. Negli anni infatti ha dipinto tantissimi quadri molti con temi diversi, ma comunque con il filo conduttore sempre rivolto all’ambiente.

Nei primi anni le sue opere sono state esposte in molti concorsi di pittura en plain air, questo ha dato modo di farsi conoscere nella nostra provincia, ma ben presto i suoi quadri hanno iniziato ad essere presenti in molte mostre fuori dal nostro territorio bresciano, e anche ad esporre in molte mostre all’estero.

20161016_171956Il suo esordio fu con la fotografia, lavorando infatti ancora giovane ventenne come operatore fotografico, ma si sa il primo amore non si scorda mai, e infatti non ha mai messo la pittura in secondo piano.

Nelle sue opere è sempre presente il costante e profondo legame con la natura e l’ambiente, tanto è vero che negli anni tra il 1968 e il 1974 fece un ciclo di opere dedicate all’inquinamento, si intende quello industriale e di tutto quello che è in grado di distruggere nel nostro mondo.

Immagini forti queste, apocalittiche che nella sua pittura si avvicina molto al metafisico, città distrutte, personaggi coperti da maschere antigas che diventano grotteschi.20161016_171947

Nelle sue ultime opere come queste presenti in mostra invece, si ha un ritorno ai suoi paesaggi delle sue origini ma ovviamente con aspetti più maturi dati dall’esperienza.

Oggi era presente in mostra e ho avuto il piacere di conoscerlo, ho visto molti visitatori entusiasti, e vi consiglio di andare a visitarla al più presto.

 

Personale di Giulio Mottinelli per celebrare i cinquant’anni di pittura dell’artista.
Palazzo Martinengo Cesaresco, Via dei Musei, 30
Martedì-Venerdì: 16-19.30, Sabato-Domenica 10-19.30 – Ingresso gratuito

 

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