“Ouverture”, Mimmo Paladino

 

Da qualche giorno, passeggiando per le vie del centro storico di Brescia, si possono ammirare le 72 opere del famoso scultore  Mimmo Paladino, esponente della Transavanguardia, e molto legato alla città, perché quarant’anni fa, tenne la sua prima mostra personale che fu fondamentale per la carriera di artista, oggi di fama mondiale.

Questo percorso lungo il centro storico della città, è stata curato dal direttore di Brescia Musei, Luigi Di Corato, e messo appunto dalla Fondazione Brescia Musei con il progetto pluriennale, Brixia Contemporary. La scelta delle opere, creano un legame tra l’antico e il contemporaneo, un percorso che si estende da piazza Vittoria, piazza Loggia e il duomo vecchio passando per il parco archeologico, il teatro romano la stazione FS e articolandosi  a cielo aperto. L’idea nasce per dare vita a una nuova visione della città, ogni anno verrà scelto un artista che avrà il compito di  creare il suo punto di vista su come si possa giocare con lo spazio urbano, con le proprie consolidate architetture e per dare una nuova luce: Brescia, non solo la città “del tondino” ma una città viva, che diventi un contenitore di nuova arte e di storia; e questa idea inizia con il maestro Paladino, che ha ideato senza compenso, il percorso che  possiamo vedere in questi giorni; alcune opere sono state prodotte qui nel bresciano, per altre ha preparato i bozzetti nel suo studio a Roma, altre provengono dal suo archivio (ed il costo complessivo che ammonta a circa 400mila euro è stato interamente pagato da alcuni sponsor). Le figure rappresentano, teste d’argento, guerrieri, elmi, scudi e archetipi alti 6 metri. In piazza Vittoria poi una figura in marmo nero alta sei metri, con forme che esulano dalla retorica del Novecento, sostituisce (solo temporaneamente), quella che originariamente era la scultura tutto tondo del Bigio, l’uomo-immagine in marmo di Carrara perfettamente in linea con l’architettura fascista della piazza.

Con questa iniziativa, si vuole dare una nuova pelle, una nuovo aspetto ad una città che non è  solo industriale ma ha un centro con monumenti, musei e chiese importantissime per la storia, e non essendo ancora molto conosciuta come dovrebbe, servirà sicuramente a farla amare, anche da chi non l’ha mai conosciuta come si deve, una nuova carta d’ identità.

Passeggiando quindi per le vie del centro, nel mio caso, salendo dal parcheggio di Piazza Vittoria, si può notare subito la stella “caduta dal cielo” in alluminio posta sulla fontana, per la quale viene subito in mente Luca Pacioli, un anello dal diametri di 3 metri, la stele nera, e vicino alle Poste invece, lo Zenith, un cavallo in bronzo, Sant’Elmo incastonato nel torrione e uno Scriba vicino. Abituata a vedere la piazza “spoglia”, inizialmente sono rimasta piuttosto contraddetta, soprattutto per il nero della stele che non è nemmeno tutto tondo, ma che sembra fatta per essere poggiata su una parete. Il tondo è senza dubbio quello più “gettonato” dai passanti; si fermano a fare fotografie sdraiati, seduti o in gruppo, e pare molto guardato anche il cavallo così alto ed imponente. Ma ieri, dopo essere andata a visitare la mostra di Hayez (per altro molto bella) continuando la mia passeggiata per via Musei, mi sono trovata davanti al Foro romano: suggestivi e imponenti guerrieri sembrano controllare e custodire il Foro. Bellissime e perfettamente integrate nell’architettura, mi sono piaciute tantissimo, sembra che siano sempre state li. Domenica scorsa invece in occasione delle Mille Miglia, Paladino ha messo a disposizione la fiat 500, automobile dipinta dall’artista nel 1993, e da qualche giorno è esposta in santa Giulia.  Insomma, un artista che inizialmente pensava di fare una sola opera per la città, ha cambiato idea in pochissimo tempo: “Quando  un’artista trova una casa adatta ai propri lavori, ed io qui l’ho trovata, è giusto che le sue opere restino lì”.. Sicuramente è iniziato un percorso artistico, nel migliore dei modi, una splendida  occasione per dare luce e colore in questa città di provincia che ha molto da dire e da dare. I bresciani devono essere orgogliosi di essere “appartenenti” a Brescia, che nonostante i problemi di inquinamento, inizia finalmente a farsi conoscere per quella che è realmente:  ricca di arte, di cultura, di laghi, e di persone generose che hanno voglia di regalare arte come il maestro Paladino.

 

 

 

 

 

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